Salute
Mangiare bene, muoversi tanto, conoscere a fondo il proprio corpo e la propria mente: ecco la ricetta perfetta per vivere in salute e in armonia.
Salute e Benessere
Aumentare le difese con il cibo: ecco come
Alcuni cibi, se mangiati regolarmente, sono potenti e gustosi custodi della nostra salute. Ecco quali sono:
• il cioccolato fondente è in grado di potenziare le nostre difese aumentando la capacità di risposta al mutare delle infezioni;
• i broccoli, i cavoli e i cavoletti di Bruxelles sono famosi nel mondo per le loro proprietà anti-tumorali. Da portare in tavola più volte a settimana;
• lo zenzero, i chiodi di garofano e la cannella ci riscaldano e ci aiutano a difenderci dalle malattie delle stagioni fredde. Lo zenzero fresco può essere aggiunto grattugiato alle pietanze o nelle zuppe di verdure durante l’inverno;
• l’uva, in particolare quella rossa, è ricchissima di antociani, molecole dalla intensa attività antiossidante;
• i legumi (piselli, fagioli, lenticchie, ceci…), con il loro contenuto di fibra, aiutano a regolare la funzionalità intestinale e quindi ad aumentare le nostre difese;
• l’aglio contiene allicina, una sostanza con effetti antibiotici, antifungini e antimicrobici molto spiccati. Mangiato crudo, è in grado di proteggerci da raffreddori e malattie da raffreddamento;
• gli agrumi, ricchissimi di vitamina C, sono alimenti da mangiare con regolarità durante l’inverno e la primavera, per proteggerci da raffreddore e influenze stagionali.
Salute e Benessere
Come rimanere sane e robuste in menopausa
Ogni donna deve fare i conti con l’arrivo della menopausa, che in media si verifica intorno ai 50 anni. I sintomi della menopausa variano da donna a donna, ma alcuni sono piuttosto comuni (come le vampate di calore, le sudorazioni notturne, i disturbi del sonno o gli sbalzi dell’umore). Parallelamente, la densità ossea comincia a diminuire.
Perché si va in menopausa? A causa degli ormoni. Il calo ormonale, unito al naturale processo d’invecchiamento, rende difficile mantenere il controllo del peso corporeo e parallelamente aumenta la fragilità ossea, tipica dell’osteoporosi. Molte donne durante la menopausa cambiano stile di vita: quasi senza accorgersene, tendono a essere meno attive e a mangiare di più del necessario.
Come vivere la menopausa come una fase speciale della vita? Ecco un breve promemoria per superarla al meglio e invecchiare in salute.
Ritagliarsi uno spazio solo per sé
Assolti i compiti procreativi e di accudimento della prole, finalmente in questa fase della vita ogni donna può ritagliarsi uno spazio tutto suo, in cui coltivare passioni e hobby.
Stare in movimento
Mantenere uno stile di vita attivo è indispensabile per prevenire il sovrappeso e favorire la salute delle ossa. Camminare, svolgere le normali attività quotidiane, fare le scale, ballare: ogni movimento è salute. Muovendoci, non solo aumentiamo il dispendio energetico, ma favoriamo anche la deposizione del calcio nelle ossa e, quindi, combattiamo l’osteoporosi.
Mantenere il controllo del peso corporeo
Se il peso corporeo aumenta, l’autostima facilmente vacilla, ma non solo. Il sovrappeso è correlato a problematiche quali ipercolesterolemia, aumento della pressione arteriosa, e insulino-resistenza. Nella pratica quotidiana è consigliato mantenersi attivi, mangiare con equilibrio e pesarsi regolarmente una o due volte al mese.
Mangiare bene
Durante la menopausa l’alimentazione abituale deve essere equilibrata in nutrienti, ricca di verdura, frutta, cereali integrali e derivati, legumi, piccole porzioni di latte parzialmente scremato o yogurt, carne e pesci magri, uova. Fate attenzione al consumo di dolci (con moderazione).
Aumentare l’introito di calcio
Verdure, cereali e derivati, mandorle, semi di sesamo, yogurt e latte parzialmente scremato, acqua: sono tutti alimenti importanti per ricoprire perfettamente l’aumentato fabbisogno di calcio in menopausa.
Ridurre le porzioni
A 50 anni il fabbisogno energetico è inferiore che a 20-30 anni, quindi anche le porzioni devono essere ridimensionate.
Evitare/limitare il consumo di alcool
Il vino a basso tenore alcolico, è permesso solo se gradito, da bere preferibilmente a pasto e in quantità moderata (un bicchiere da 125 ml al giorno).
Bere acqua per reintegrare le perdite idrosaline
L’acqua è il miglior integratore di sali minerali, il cui consumo giornaliero deve essere pari a un litro e mezzo (circa 6-8 bicchieri al giorno).
Salute e Benessere
Celiaco Vuol Dire...
La celiachia è una intolleranza permanente al glutine. Ecco come riconoscerla e curarla
La malattia celiaca (o celiachia) è una infiammazione cronica dell'intestino tenue, scatenata dall'ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti. Il glutine è la componente proteica che si trova nel frumento e in altri cereali, ad esempio farro, orzo, segale, avena, kamut, spelta, triticale, bulgur, malto e seitan.
La celiachia è una patologia autoimmune ed è anche chiamata anche enteropatia immuno-mediata, enteropatia glutine-sensibile. “Enteropatia” significa malattia dell’intestino. È infatti l’intestino del celiaco che non riesce ad assimilare il glutine, che quindi viene considerato un agente tossico.
Quali sintomi?
La Celiachia è caratterizzata da un quadro clinico variabilissimo, che va dai sintomi intestinali a quelli extraintestinali fino all’associazione con altre malattie autoimmuni. A differenza delle allergie al grano, la Celiachia e non è indotta dal contatto epidermico con il glutine, ma esclusivamente dalla sua ingestione.
In alcuni casi i soggetti presentano classici quadri di malassorbimento, perdita di peso e carenze nutritive. Possono poi comparire crampi debolezza muscolare afte disturbi psichici dolori ossei, afte, oltre a carenze di ferro. In ultima analisi ricordiamo che alla celiachia possono essere associate malattie come diabete, epatite cronica, artrite reumatoide, alterazioni della tiroide e dermatite erpetiforme.
Come si identifica?
La celiachia può essere diagnosticata con assoluta sicurezza attraverso la ricerca sierologica, che si effettua mediante dosaggi anti tTg sierologici: anticorpi anti transglutaminasi ed antiendomisio di classe igA; oppure con la biopsia della mucosa duodenale in corso di duodenoscopia.
È importante ricordare che per diagnosi definitiva di celiachia è necessaria la biopsia del intestino tenue dopo aver prelevato un pezzettino di tessuto per vedere l atrofia dei villi intestinali. Nel dubbio mai cominciare un dieta senza glutine anche per non compromettere la possibilità di una corretta diagnosi della malattia sia per confermarla che per smentirla.
Come si cura?
Al momento solo con la dieta glutinata (senza glutine). È, infatti, l’unica terapia disponibile per la celiachia e va eseguita con rigore per tutta la vita.
Lo sapevi che…
Il glutine non è presente nel chicco del cereale o nella farina, ma si forma solo in seguito all’aggiunta di acqua e alla formazione dell’impasto.